Concept

I WANT YOU FOR MUSEUM’S ARMY: GRAMSCI

Bando dei Musei Civici e Assessorato alla Cultura di Cagliari

per l’Anno Gramsciano 2017

CampoSud. A Visionary Camp

Gramsci project

 

Dal 7 Settembre al 1 Ottobre 2017, Cagliari

Giardini Pubblici, CARTEC, Teatro Massimo

Un progetto della Rete Praxis e Sardegna Teatro

A cura di Giulia Palomba e Maria Paola Zedda

Con il supporto scientifico di Alessandra Marchi


 

CampoSud è un’isola di azione e di pensiero, temporanea e autonoma, dove artisti, curatori,  filosofi e pensatori sono invitati a indagare la tensione tra dimensione estetica e praxis e a riflettere sulla relazione tra pratiche artistiche, curatoriali e politiche nell’arte contemporanea.

Il progetto proietta la riflessione sulla questione meridionale, avviata da Antonio Gramsci nel secolo scorso, nel tempo presente, alla ricerca di nuove prospettive per affrontare le sfide poste dalla post globalizzazione: le nuove cittadinanze, il diritto all’istruzione, le politiche di genere.

CampoSud è uno spazio di ricerca e riflessione nel quale convergono i linguaggi più differenti, le molteplici esperienze di pensatori, artisti e partecipanti, connesse da un fil rouge che è quello della praxis.

Il concetto di Sud è qui inteso come pratica rivoluzionaria, alternativa al pensiero egemonico; non come dimensione geografica ma come spazio poetico, stato della mente, praxis estetica e politica.

Quattro giorni di scuola rivoluzionaria, un laboratorio di convivenza e di idee, come quella famosa scuola di politica «a misura di tutti» che Gramsci ideò durante la sua permanenza di 44 giorni di confino a Ustica, trasformeranno lo spazio pubblico del CARTEC, dei Giardini Pubblici e del Teatro Massimo in una piattaforma di scambi e  riflessioni.

Lectures, proiezioni e condivisione di esperienze costituiscono solo una parte degli strumenti individuati da CampoSud per stimolare un confronto attivo e per l’analisi critica delle realtà esaminate. Performance, rituali e costruzioni collettive di immaginari integrano le attività del progetto al fine di  plasmare  un  nuovo  spazio in costruzione, d’incontro,  contaminazione  e  sperimentazione. Qui la condivisione si costituisce come linguaggio per sé, come strumento, poetico e politico, per immaginare  e vivere una diversa realtà sociale.