Ospiti

ATOMIC CULTURE
È una piattaforma curatoriale Newyorkese fondata da Malinda Thursz e Mathew Galindo (membro del Movimento Artisti Chicani). La loro attività è svolta prevalentemente negli stati meridionali degli Stati Uniti e si focalizza sul lavoro di artisti indigeni, chicani, latini e più in generale provenienti dagli stati del Sud Ovest.  Attraverso la produzione di opere, performance e processi partecipativi mirano alla sensibilizzazione nei confronti di tematiche geopolitiche quali l’egemonia e la subalternità, colonizzazione e decolonizzazione, nuovi flussi migratori e frontiere, rivendicazione delle culture minoritarie. Hanno collaborato con il The Loisada Center di New York e il Carlsbad Museum (NM).

 

ANDRECO
È un artista e dottore di ricerca in Ingegneria Ambientale. Ha condotto ricerche sui benefici ambientali delle tecnologie verdi urbane in collaborazione con l’Università di Bologna e la Columbia University. La sua ricerca multidisciplinare, artistica e scientifica, ha come tema principale il rapporto tra spazio urbano e paesaggio naturale. Utilizza varie tecniche, dal disegno alla pittura, dalla scultura al video, spesso combinate tra loro; realizza installazioni, performances, murales e progetti di arte pubblica a volte supportati da un percorso partecipativo.

 

LUKA BOGDANIC
È docente di filosofia politica presso l’Università di Zagabria. Membro dell’International Gramsci Society, ha pubblicato numerosi libri, alcuni dei quali tradotti in Italia. Di particolare interesse “Praxis, Storia di una rivista eretica nella Jugoslavia di Tito”.

 

HOURIA BOUTELDJA
È una militante politica franco-algerina. È portavoce del Partito des Indigènes de la République (PIR). La sua militanza antirazzista è particolarmente rivolta a combattere l’islamofobia e le forme di neocolonialismo. Nel 2016 ha pubblicato in Francia  Les Blancs, les Juifs et nous. Vers une politique de l’amour révolutionnaire (La Fabrique éditions).

 

LEONARDO BOSCANI
È un artista sardo. Leonardo Boscani(Sassari, 1961) si è formato presso l’Accademia dei Belle Arti di Sassari. Tra le mostre personali più recenti si segnalano le personali Golden Zimmer a cura di Micaela Deiana
al MAN Nuoro 2017, Umana Ambizione + Notre Siècle, Boscani + Bertozzi, Musée de la Corse, Corte, FR (2014), DNA-Disciplina Naturale dell’Antagonista 2,  Boscani + Delogu, a cura di Emanuela Falqui, Galleria S’Umbra, Cagliari (2014). Tra le mostre collettive: Par le Bleu, la « grande couleur, a cura di Anne Alessandri, FRAC-Corse, Bastion de France, Portovecchio, FR (2015), Civil Servants a cura di Micaela Deiana, MAN Nuoro (2015), Love for risk, MSU-Museum of Contemporary Art Zagreb, Zagabria, Croazia (2012)

 

GIOVANNI COLUMBU
È un regista e sceneggiatore italiano. Laureatosi in architettura a Milano, nel 1976 fonda il Laboratorio di Comunicazione Militante assieme a Paolo Rosa, Ettore Pasculli, Tullio Brunone e Claudio Guenzani. Il collettivo artistico sperimentale, la cui attività si svolse all’interno dell’ambiente sociale, attraverso una critica al linguaggio del potere, cioè il linguaggio dei mass media: quindi partendo dall’analisi semiotica di questi linguaggi si arrivava a mostrare come le tecniche di comunicazione potessero essere usate per nascondere significati repressivi, rimase attivo per circa tre anni. Dal 1979 al 1999 Columbu lavora presso la Rai di Cagliari come programmista regista, realizzando tra l’altro i documentari Visos. Sogni, segnali, avvisi (1985), Dialoghi trasversali (1989) e Villages and villages (1991, vincitore Prix Europa). La sua attività di regista è culminata nel 2001 con il suo primo lungometraggio Arcipelaghi; nel 2012 realizza Su re, lungometraggio reputato da molti una delle migliori pellicole italiane del decennio. Dal 2015 al 2017 ricopre la carica di Presidente del Partito sardo d’azione.

 

MIKE COOPER
È un musicista, esperto di field recording. Mike Cooper sta ora producendo facendo la musica più avventurosa della sua vita … incredibilmente ricca e suggestiva, e performance live assolutamente impeccabili. Cooper prende i campionamenti della chitarra e le sue elaborazioni dal vivo come materia prima, usandola per costruire qualcosa di complesso e sostanziale, pieno di idee e sorprese (Jonathan Dean – Brainwashed.) Negli ultimi 50 anni è stato un esploratore artistico internazionale che ha costantemente esporato i suoi confini. È musicista di la chitarra lap steel e cantante, improvvisatore, compositore e artista visivo. È inoltre videomaker e produttore di pezzi radiofonici.

 

MARCELO CUALBU
Opera nell’ambito delle tecnologie applicate al design. Docente e co fondatore di progettoborca, spazio per residenze e ricerche in ambito artistico e architettonico.

 

ORNELLA D’AGOSTINO
Danzatrice e regista, si è formata alla danza, teatro e musica, inizialmente in Sardegna e successivamente in Francia (Parigi) e in Olanda dove studia, tra gli altri, con Carolyn Carlson, Jean Gaudin, Peter Goss, Steve Paxton, Julien Hamilton, Nancy Start Smith, Simon Forti, David Zembrano, Mark Tompkins. Nel 1989 si è laureata alla School for New Dance Development di Amsterdam, dove ha cominciato un percorso di produzione e ricerca interdisciplinari, collaborando con film-makers, artisti visivi, attori e musicisti. Realizza da più di 20 anni attività di produzione artistica, formazione e organizzazione di eventi, nell’ambito di programmi che intrecciano obiettivi e metodologie innovative. È direttrice artistica dell’associazione Carovana S.M.I. per cui produce pellegrinaggi di arti performative contemporanee che hanno circuitato in Italia (Fabbrica Europa, Roma Europa, Armunia Festival…..) Francia (DanseM, IFOB, I Teatri dei Venti –Parigi….), Belgio, Spagna, Svezia, Inghilterra, Tunisia, Marocco, Siria….

 

MICAELA DEIANA
È dottoressa di ricerca in Scienze dei Sistemi Culturali. Laureata in Storia dell’arte e con un master in Cura critica e installazione museale, i suoi interessi includono gli studi curatoriali, la storia delle mostre e i processi di trasformazione del museo d’arte contemporanea attraverso nuove forme di curatela radicale. Fa parte della Museum Studies PhD Community della School of Museum Studies – University of Leicester (UK), presso cui è stata Visiting Scholar nel 2015. Dal 2010 lavora come curatrice indipendente, sviluppando progetti curatoriali in collaborazione con istituzioni e spazi no profit. Collabora regolarmente  con diverse riviste di settore, tra cui Il Giornale dell’Arte e Flash Art.

 

FAWZI ISMAIL
Nato in Palestina nel 1961, si è laureato in medicina a Cagliari, dove vive con la sua famiglia. Presidente dell’Associazione Amicizia Sardegna Palestina  con sede a Cagliari, che promuove da anni numerose iniziative culturali di sensibilizzazione sulla situazione politica e sociale in Palestina, sulla letteratura e la musica arabo-palestinesi e sul processo di pace nel Mediterraneo. Dal 2002 coordina il Festival di cinema palestinese e arabo “al ‘Ard Doc Film Festival”, giunto con grande successo alla sua 14esima edizione.

 

MARINA FOKIDIS
Head of Artistic Office per Documenta#14 ad Atene, è fondatrice e Direttrice Artistica di Kunsthalle Athena e della rivista South as A State of Mind, pubblicazione biennale di arte e cultura, concepita come un luogo di ricerca, critica, arte, politica e letteratura che indaga e rinegozia il concetto di Sud alla luce del mondo post crisi, creando un un dialogo inaspettato tra approcci, interpretazioni, emisferi estremamente diversi. Dal 2015 al rivista è divenuta il magazine ufficiale di Documenta14. È stata curatrice della terza edizione della Biennale di Salonicco, e del Padiglione Greco della 51esima Biennale di Venezia. Collabora con numerose riviste d’arte e pubblicazioni quali Frieze, Flash Art, Manifesta Journal.

 

ALFREDO JAAR
Nato a Santiago del Cile nel 1956, è artista, architetto e film-maker, con base a New York, attivo sulla scena internazionale fin dalla metà degli anni ottanta. È conosciuto per i suoi lavori di natura installativa in cui spesso incorpora materiale fotografico e documentale su argomenti di interesse sociopolitico. Per Alfredo Jaar il ruolo dell’arte è strettamente connesso con l’impegno sociale, con la rappresentazione di eventi reali, con i volti della guerra nel mondo. Il suo lavoro spesso s’interroga sulla nozione di geografia e sui confini che interpreta come divisioni arbitrarie per rinforzare i sistemi di potere e i massacri. Il lavoro di Alfredo Jaar è stato ampiamente rappresentato ed esposto in grandi mostre e musei internazionali quali la Biennale di Venezia (1986; 2007; 2009; 2013), São Paulo (1985; 1987; 2010), documenta – Kassel (1987; 2002), The New Museum of Contemporary Art in New York (1992), the Museum of Contemporary Art, Chicago (1992).

 

 

CLAUDIA LOSI
È un’artista italiana. Il suo lavoro trova nell’osservazione dell’ambiente, naturale e antropizzato, e l’attenzione alle scienze naturali e umanistiche una fonte primaria d’ispirazione. Attenta agli aspetti storici e antropologici dell’ambiente in cui viviamo, le interessa esplorare il concetto di narrazione attraverso l’arte e la scrittura creando, talvolta, nuove e temporanee comunità di interazione umana e di condivisione di immaginari. Tra le mostre personali recenti ricordiamo Asking Shelter, Galleria Monica De Cardenas (2017), Milano; How do I imagine being there?, Collezione Maramotti di Reggio Emilia; About Proximity, Weaving & We, Second Hangzhou Triennial of Fiber Art, Hangzhou, China; What My Shape Says, Teatro Arsenale, Milano; W.Women in Italian Design, Triennale Design Museum, Milan (2016). Nel 2015 realizza le performance Concha de Amor in occasione del Livorno in Contemporanea; I can reach you (from one to many): Bianco-Valente, Claudia Losi e Valerio Rocco Orlando, Associazione Culturale dello Scompiglio, Lucca. Nel 2012 e 2010 ha esposto presso La Maréchalerie di Versailles, Museo MAXXI di Roma, MAGASIN di Grenoble, Fondazione Arnaldo Pomodoro a Milano, Royal Academy di Londra. Dal 2004 ha sviluppato il progetto Balena Project: il racconto mitico di una balenottera comune realizzata in stoffa di dimensioni reali, che ha viaggiato per il mondo coinvolgendo persone e immaginari ad ogni suo passaggio.

 

PETER MAYO
È docente di Pedagogia presso l’Università di Malta. È attualmente socio del EU Tempus project, Lifelong Learning in Palestine, coordinato dall’Università di Glasgow.  Tra le sue pubblicazioni: Gramsci, Freire and Adult Education (Zed Books, 1999), Liberating Praxis (Praeger, 2004, Sense, 2008) che vinse il AESA award nel 2005, Gramsci and Education (co-edited, Rowman & Littlefield, 2002), Learning and Social Difference (co-authored with C. Borg, Paradigm, 2006), Public Intellectuals, Radical Democracy and Social Movements. Ha inoltre contribuito alla pubblicazione della collana Postcolonial Direction in Education for Palgrave-Macmillan.

 

LAZLO MOULTON
È caporedattore di The Lazlo Reader, una collana di pubblicazioni dedicata a grandi tematiche: luoghi d’indagine attraverso l’espressività, una piattaforma di dibattito e creatività.

 

 

LISA PAROLA
È laureata in storia dell’arte moderna all’Università di Torino. È coautrice di varie pubblicazioni e ricerche, in particolare in tema di politiche culturali, sistema dell’arte e territorio. Nel 2013 è stata nominata mediatrice culturale per la candidatura di Matera a Città capitale europea della Cultura, nell’ambito della quale ha svolto attività di progettazione. Dal 2007 al 2014 ha insegnato nel Master in Management, marketing e multimedialità per i beni e le attività culturali del Corep di Torino. Fino al 2010 è stata collaboratrice del quotidiano “La Stampa” in qualità di giornalista di arte contemporanea. È socia fondatrice di a.titolo. Attualmente collabora con la Fondazione Sardi a una serie di produzioni d’artista. Il primo progetto è una collaborazione con l’artista turca Fatma Bucak.

 

 

VALERIA PARRELLA
È nata nel 1974, vive a Napoli. Per minimum fax ha pubblicato le raccolte di racconti Mosca piú balena (2003) e Per grazia ricevuta (2005). Per Einaudi ha pubblicato i romanzi Lo spazio bianco (2008), da cui Francesca Comencini ha tratto l’omonimo film, Lettera di dimissioni (2011), Tempo di imparare (2014), la raccolta di racconti Troppa importanza all’amore (2015) e Enciclopedia della donna. Aggiornamento (2017). Per Rizzoli ha pubblicato Ma quale amore (2010), ripubblicato da Einaudi nei Super ET nel 2014. È autrice dei testi teatrali Il verdetto (Bompiani 2007), Tre terzi (Einaudi 2009, insieme a Diego De Silva e Antonio Pascale), Ciao maschio (Bompiani 2009) e Antigone (Einaudi 2012). Per Ricordi, in apertura della stagione sinfonica al Teatro San Carlo, ha firmato nel 2011 il libretto Terra su musica di Luca Francesconi. Ha inoltre curato la riedizione italiana de Il Fiume di Rumer Godden (Bompiani 2012). Da anni si occupa della rubrica dei libri di «Grazia» e collabora con «Repubblica».

 

CESARE PIETROIUSTI
Artista e docente, vive a Roma. Laureato in Medicina con tesi in Clinica Psichiatrica, è co-fondatore del Centro Studi Jartrakor, Roma (1977) e della Rivista di Psicologia dell’Arte (1979). E’ stato uno dei coordinatori delle residenze Oreste (1997-2001) e del convegno Come spiegare a mia madre che ciò che faccio serve a qualcosa?, Link, Bologna (1997). E’ stato inoltre co-fondatore di Nomads & Residents (New York, 2000), co-curatore del Corso Superiore di Arti Visive della Fondazione Ratti di Como (2006-2011), membro del comitato promotore del  Forum dell’Arte Contemporanea italiana, Prato (2015), e membro del collettivo Lu Cafausu (2007-). Negli ultimi anni il suo lavoro si è concentrato soprattutto sul tema dello scambio e sui paradossi che possono crearsi nelle pieghe dei sistemi e degli ordinamenti economici. A partire dal 2004 ha irreversibilmente trasformato altrui banconote; distribuito gratuitamente decine di migliaia di disegni individualmente prodotti e firmati; ingerito banconote al termine di un’asta per poi restituirle al legittimo proprietario dopo l’evacuazione.

 

GIANFRANCO REBUCINI
È dottore in antropologia sociale e ricercatore associato allo IIAC/LAIOS all’EHESS di Parigi. È specialista di questioni di genere, di maschilità e sulle sessualità tra uomini in Marocco, tema della sua tesi di dottorato e sui cui ha scritto diversi articoli in riviste internazionali. È membro del comitato di redazione della rivista marxista Période e della rivista di critica comunista Contretemps. Ha pubblicato articoli sul pensiero gramsciano come Culture, hégémonie et subjectivités. ‘Traductions’ de Gramsci dans les sciences sociales anglophones per la rivista Actuel Marx (2015/1 n. 57) e  État intégral, bloc historique et homonationalisme en France : une analyse gramscienne des politiques des droits. Conduce una ricerca in antropologia politica e le nuove forme di impegno e di lotta nei movimenti sociali queer in Europa e la loro politicizzazione.

 

IRIT ROGOFF
E’  curatrice  e docente di Cultura Visiva alla Goldsmiths University di Londra nel dipartimento di Culture Visive che ella ha fondato nel 2002, dove dirige il Master Program in Global Arts.  Il suo ambito di ricerca include arte contemporanea, teoria critica, cultura visiva, postcolonialismo, gender studies, geoculture e geografie. In qualità di scrittrice,  ha pubblicato testi seminali  quali Looking Away—Participating Singularities, Ontological Communities (2013); Visual Cultures as Seriousness (2013) (con Gavin Butt); Unbounded: Limits’ Possibilities (2012); e Terra Infirma: Geography’s Visual Culture (2000). Scrive periodicamente in riviste quali Art Journal, e-flux journal e Third Text. In qualità di membro del collettivo freethought, è stata direttore artistico della Bergen Assembly 2016 (Bergen, Norvegia).

 

MAURIZIO SAIU
Danzatore, coreografo e cantante attualmente basato a Cagliari, è considerato uno degli esponenti storici della danza d’autore italiana. Dopo la formazione negli anni ’80 con Merce Cunningham e diverse esperienze con l’avanguardia newyorkese, inaugura dagli anni ’90 un proprio originale ed esoterico percorso dicreazione coreografica. Tornato in Sardegna, Saiu si rivolge all’interazione tra tradizione popolare e arte contemporanea, tra linguaggi della danza e canto, grazie alla vicinanza artistica con il musicista Giorgio Tedde e alle collaborazioni artistiche tra cui quelle con la danzatrice Cornelia Wildisen e poi con Maria Lai, Aldo Tilocca, Claudio Morganti, Fernando Grillo, Enrico Pau, e altri. Nel 2010 Saiu sposta la sua attività anche a Berlino, a Bruxelles e in Messico. Nei suoi spettacoli, intreccia tradizione popolare e arte contemporanea, musica, danza e sperimentazione vocale, in una tensione estetica visionaria e stilizzata. Tra le creazioni: Morte Araba, Pan-seminario per un errore e Calimero.

 

JUAN ESTEBAN SANDOVAL
È co-fondatore del collettivo el puente_lab, piattaforma per la produzione artistica e culturale che usa l’arte contemporanea come strumento per la trasformazione sociale. Dal 2002 è direttore dell’Ufficio Arte di Cittadellarte e coordina la rassegna espositiva annuale Arte al Centro presso la Fondazione Pistoletto. Con Filippo Fabbrica ha curato le due edizioni di Methods. Research project on art society relations, la mostra Geographies of Change presso Cittadellarte (2004-2005), e i due workshop Art City Society: new visions and perspectives a Venice nel 2005, and From some things come other things… what to co-operate on? nel 2006 a Gorizia. Espone a livello internazionale dal 1994.

 

STEPHEN SQUIBB
È redattore di e-flux journal con Julieta Aranda, Anton Vidokle e Brian Kuan Wood. È autore di numerose pubblicazioni per Artforum, Frieze, Monthly Review, Jacobin, n+1. Ha inoltre curato il catalogo del Museo dei Capitalismo, recentemente inaugurato a Oakland, California. È membro fondatore della compagnia di teatro sperimentale New York Woodshed Collective e consigliere di Martha Rosler.

 

 

FEDERICO ZAPPINO
È filosofo e traduttore, tra le voci più influenti della teoria e della politica queer in Italia. Ha tradotto in italiano opere di primo piano del pensiero queer, tra cui quelle di Eve Kosofsky Sedgwick (Epistemology of the Closet) e di Judith Butler (The Psychic Life of Power; Undoing Gender; Notes toward a Performative Theory of Assembly). Il suo ultimo libro è Il genere tra neoliberismo e neofondamentalismo (cur., ombre corte 2016). Attualmente sta lavorando sui testi di Mieli, Rich, Wittig, Delphy, Sedgwick e Butler ai fini di una ricostruzione genealogica del trans-femminismo queer: Le dita e la luna. Sovversioni dell’eterosessualità, di prossima uscita.