Pays Barbare

Giovedì 7 Settembre | Giardini Pubblici

Ore 22:00

Pays Barbare

(Paese Barbaro)

un film di Yervant Giankian e Angela Ricci Lucchi

Prodotto da LES FILMS D’ICI

Francia 2013, 65 minuti

 

SINOSSI

Ogni epoca ha il suo fascismo. Insolente, atrocemente farsesco, il fascismo si ripresenta. Noi proviamo un sentimento di inquietudine. Siamo immersi in una notte profonda. Non sappiamo dove stiamo andando. E voi?

<Un film necessario per noi in questo momento, sul fascismo e il colonialismo italiano in Africa. Il nostro lavoro è una lotta contro la violenza e la guerra. A volte ci chiediamo perché continuiamo a batterci. L’Italia oggi sta attraversando cose che ci sconvolgono. L’Europa si è suicidata con due Guerre Mondiali e con dittature terrificanti.

Con la nostra “camera analitica” siamo tornati a frugare negli archivi cinematografici per trovare fotogrammi dell’Etiopia/Abissinia del periodo coloniale italiano. Abbiamo trovato diversi film privati di un medico. L’erotismo Coloniale. Il corpo nudo delle donne e il ‘corpo’ del film. Vedute aeree del territorio. Sui bombardieri si caricano bombe all’iprite, il cui utilizzo è sempre stato negato. Fotogrammi militari sconosciuti che mostrano gli uomini e le armi della violenta impresa italiana per la conquista dell’Etiopia (1935-1936).

“Per questo Paese primitivo e barbaro l’ora della civiltà è ormai scoccata”.

Storia dell’immagine di Mussolini in Africa. La comunicazione alle masse attraverso le caratteristiche fisiche della sua persona. Imposizione dell’idea che un capo di stato deve apparire come una icona fortemente marcata e incomparabile.

Fotogrammi del corpo di Mussolini a Piazzale Loreto 1945, dopo la Liberazione, non confiscati dagli americani. “Dopo essere stato all’origine di tanti massacri senza immagini, le sue ultime immagini sono quelle del suo massacro”. (Italo Calvino, Pagine autobiografiche) >

(Yervant Giankian e Angela Ricci Lucchi)

 

Biografia

Trent’anni di cinema e di ricerca legano la coppia Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi, lui d’origine armena, lei romagnola. Stabilitisi a Milano, hanno deciso di dedicarsi al cinema, già dalla metà degli anni ’70, iniziando con delle performance scritte per “film profumati”; successivamente si sono interessati artigianalmente alle ricostruzioni di vecchi film raccolti dalla loro collezione, che hanno colorato, virato, ristampato, rieditato.
Lavorando come archeologi sulle tracce di giacimenti di filmati, ideologie e culture, hanno saputo creare un tipo di cinema che non è soltanto racconto e poesia, ma che propone anche un contributo di critica e di analisi.

I film di Yervant Gianikian e Angela Ricci Lucchi sono stati presentati nei più importanti festival internazionali, da Cannes a Venezia, da Toronto alla Berlinale, da Rotterdam a Torino alle Giornate del Cinema Muto. Retrospettive della loro opera sono state ospitate nelle maggiori cineteche del mondo (dalla Cinémathèque Française alla Filmoteca Española, dalla Cinemateca Portuguesa al Pacific Film Archive di Berkeley) e in musei come il MoMA di New York e la Tate Modern di Londra. Tra i luoghi che hanno ospitato le loro installazioni, citiamo almeno la Biennale di Venezia, la Fondation Cartier Pour l’Art Contemporain di Parigi, la Fundacio “La Caixa” di Barcelona, il Centro Andaluz de Arte Contemporaneo di Siviglia, il Mart di Rovereto, il Witte de With Museum di Rotterdam, il Fabric Workshop and Museum di Philadelphia, il Palais des Beaux-Arts di Bruxelles, il Museo d’Arte Contemporanea di Chicago, l’Hangar Bicocca di Milano.